I femminicidi e la sindrome della crocerossina.
1. Introduzione
Sia l’assassino che la vittima sono due esiti di una legge di natura che, se non viene dominata o meglio, sublimata nell’essere umano, scatta inesorabilmente. Una donna uccisa ogni tre giorni dovrebbe farci riflettere sul fatto che le leggi e l’educazione all’affettività non sono sufficienti a vincere gli istinti animali. Dopo tutto, anche noi siamo animali.
2. L’istinto animale e l’autocoscienza
Tuttavia, c’è una differenza fondamentale tra noi e gli altri animali: mentre gli animali seguono rigidamente l’istinto, noi siamo autocoscienti e sappiamo benissimo distinguere il Bene dal Male.
3. Il comportamento degli animali
Molti animali sono geneticamente predisposti a crearsi un harem di femmine, che considerano di loro proprietà, e sono pronti a uccidere e a farsi uccidere per difendere il loro primato nel gruppo. Se una femmina si sottrae al suo dominio per accoppiarsi con un altro maschio, l’animale può ucciderla. Questa è una legge che la Natura ha dato agli animali a scopo riproduttivo e soprattutto selettivo.
4. L’istinto umano
Anche l’essere umano è un animale e come tale è sottoposto agli istinti ancestrali primordiali. La genetica lo ha dotato di simili istinti a scopo riproduttivo e soprattutto selettivo. Anche l’Homo considera le proprie femmine come sua proprietà e se una di loro cerca di sottrarsi al suo dominio, anche se in casi rarissimi, può arrivare a ucciderla.
5. La reazione dell’uomo
L’essere umano maschio non accetta di essere lasciato e in alcuni casi arriva a uccidere chi lo fa. Contro una tendenza di tipo genetico non si può fare nulla, si può solo prevedere e prevenire. Non si possono imporre metodi educativi di nessun genere perché l’istinto animale in casi estremi non si può dominare in nessun modo, e se viene superato, scatta. Che questo sia giusto o no non conta, scatta e basta!
6. Consigli per le donne.
Le donne devono stare molto attente, al primo segno di insofferenza del maschio con cui si accoppiano devono lasciarlo subito, prima che sia troppo tardi e l’istinto prenda il sopravvento. Non devono mai cadere nella “sindrome della crocerossina”!7. La sindrome della crocerossina
Anche chiamata sindrome di Wendy, è una condizione psicologica in cui una persona si sente gratificata nel vedere l’altro (generalmente il partner) “salvo” grazie ai propri sacrifici e al proprio aiuto. Chi soffre della sindrome di Wendy tende ad accudire, proteggere, soddisfare e gratificare l’altro, andando a discapito anche dei propri bisogni. Questi atteggiamenti sono generalmente rivolti verso il partner.
8. Conclusione: Homo Sapiens vs Animali
In conclusione, è fondamentale comprendere che l’educazione e la legge da sole non possono vincere gli istinti animali. Dobbiamo imparare a prevedere, prevenire e gestire questi istinti per garantire la sicurezza e il benessere di tutti. Nonostante la nostra autocoscienza e la nostra capacità di distinguere il bene dal male, dobbiamo ricordare che anche noi siamo animali. La nostra sfida è quella di bilanciare questi istinti primordiali con la nostra capacità di ragionare e di fare scelte consapevoli.
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